Progettare la didattica con nuove tecniche

Progettare la didattica con nuove tecniche

Considerata l’attuale necessità di modificare la tipologia delle competenze in uscita, non si può restare pedissequamente fedeli a schemi didattici e organizzativi tradizionali. Questi sono stati a lungo tempo efficaci, ma oggi occorre confrontarsi con la nuova società globale, nella quale la natura complessa della cultura e la sua attitudine al rapido cambiamento comportano l’ineluttabilità e l’urgenza della necessità di affrontare i diversi ambiti disciplinari imparando a gestirne la dinamicità.

I bambini oggi hanno l’esigenza di strutturare una rete concettuale ampia e flessibile, e di imparare a rivederla e a modificarla costantemente, senza essere intimamente destrutturati ogni volta. Si tratta a mio parere di individuare quali snodi culturali delle procedure di revisione della rete stessa e delle strategie di acquisizione di nuove competenze, anziché delle nozioni e modalità di apprendimento e di collegamento di nuove nozioni.

Uno dei principali problemi in questo contesto è, a mio parere, quello della preparazione di docenti che, reduci da un insegnamento tradizionale, non riescono a visualizzare chiaramente strade alternative completamente nuove. In questo senso le ore dedicate ai laboratori possono (devono?) costituire uno spazio privilegiato di ricerca-azione, attraverso il quale sperimentare nuove tecniche didattiche eventualmente applicabili in altri contesti della progettazione didattica, e non essere il luogo di quegli interventi estemporanei e destrutturati che troppo spesso siamo abituati a mettere in atto.

Inoltre anche alla luce delle nuove teorie pedagogiche - mi riferisco in particolare alla teoria delle intelligenze multiple di Gardner e a quella dei mediatori didattici -, oggi sappiamo che non tutti apprendono nello stesso modo, e che spesso quei bambini che vengono valutati come poco ricettivi hanno in realtà semplicemente bisogno di apprendere con modalità differenti da quelle privilegiate ancora oggi dalla scuola.

Progettare: tra l’illuminare trasversalmente e il creare occasioni di intervento specifico

Quando si parla di progetto in generale ci si riferisce a un insieme di azioni coordinate in vista di uno scopo.

Questa modalità di organizzare le attività è particolarmente indicata per la funzione docente. In particolare, in questo periodo di grandi cambiamenti nella scuola, è più che mai sentita la necessità di progettare, e di farlo partendo da un’analisi delle proprie risorse e strutture.

Il progettare, infatti, prevede il ripensare e il valutare l’azione didattica e gli strumenti dei quali si dispone, a partire da un bisogno che si pone, al fine di realizzare gli obiettivi che ci si prefiggono.

Il progettare, inoltre, comporta la necessità di correlare interventi diversi senza perdere di vista l’unitarietà e l’intenzionalità educativa: si tratta di individuare strategie efficaci per opporsi alla frammentazione dell’insegnamento.

L’impostazione del contesto educativo orienta, ed è a sua volta influenzata, dal contesto e dalle scelte di valore: il progetto deve essere ancorato alla realtà in cui si colloca in modo da risultare “situato” e coinvolgente.

Deve cioè tener conto delle strutture, dei tempi, delle leggi, del territorio, dei docenti, dei presidi, degli alunni, delle loro famiglie e dei bisogni di tutti.

Si tratta di partire dalle esigenze e dai bisogni per offrire un sostegno all’educazione e alla socializzazione, garantendo la promozione della libertà interiore e lo sviluppo di una coscienza autonoma e, di conseguenza, del senso di responsabilità.

“La logica della progettazione spinge chi progetta a puntualizzarne con precisione i momenti formali. Ciò è necessario per assicurare il governo e la guida del processo, l’efficacia e l’efficienza dell’azione1 x

Da La nuova scuola dell’infanzia e la nuova scuola primaria Mariangela Pasciuti pag 170

.”

Lo scopo trasversale più rilevante è quello di creare un clima di confronto positivo sia per gli alunni, invitati a maturare un senso di responsabilità grazie al coinvolgimento diretto nel progetto, che per gli insegnanti, messi alla prova sul piano della collegialità.

Nel corso del progetto, infatti, diviene rilevante il ruolo di una buona collegialità, che costituisce un prerequisito irrinunciabile per lo sviluppo di un progetto, ma è anche oggetto di ricerca e impegno da parte di tutti.

Infine progettando nella scuola è possibile realizzare occasioni di apprendimento articolate e pertanto più vicine alla vita reale nella società odierna, caratterizzata da molte sfaccettature e da grande complessità. Infatti come dice Francesco Corrao2 x

Da Che cos’è la conoscenza? A cura di Ceruti e Preta pag 34

: “la conoscenza è un movimento multidirezionale che evolve in un campo di forze da essa stessa generato e trasformato, in cui l’identità di ogni punto o parte è determinata dalla sua posizione nel tutto e non ha significato se non nel contesto”.