Il giorno 10 maggio siamo andati a visitare lo studio dello scultore Gino Cosentino.
Quando siamo arrivati, siamo entrati in un cortile dove c’erano delle vecchie case.
Ci siamo trovati di fronte alla porta dello studio, siamo entrati e abbiamo incontrato Pim, la compagna di Cosentino.
Dopo aver salutato Pim abbiamo notato che lo studio era pieno di sculture e di quadri.
ci siamo anche accorti che le sue sculture rappresentavano soprattutto la maternità: la gatta con i gattini, la pecora e gli agnelli, la mamma con i bambini.
Poi ci siamo seduti intorno ad un tavolo e le maestre ci hanno spiegato chi era Cosentino e il suo lavoro. Cosentino usava diversi materiali per realizzare le sue sculture: legno, gesso e pietre di diversi colori (bianco, rosso, verde, grigio). Le sue prime sculture rappresentavano composizioni astratte a incastro.
Successivamente è passato al figurativo.
Il soggetto preferito era quello del cucciolo con la propria madre.
Abbiamo fatto a turno il giro dello studio. C’erano moltissimi quadri e sculture, persino delle sculture di gesso colorate che gli servivano come “schizzi” per le prove di colore.